ROKPA NEWS 2010 Alcune storie di giovani in Tibet, Zimbabwe e Nepal, giovani orfani che vivevano in situazioni davvero disperate. Per loro, come per altre centinaia di bambini che vivono in paesi tra i più poveri e dimenticati al mondo, incontrare ROKPA ha davvero cambiato la vita! Sono queste storie che rendono prezioso ogni nostro gesto e ogni nostra donazione!

“Per le popolazioni del Tibet è stato fatto poco in questi anni perché in Occidente giungono scarse informazioni riguardo alle reali condizioni di vita della gente dell’altipiano più alto del mondo. Inoltre, è molto difficile far arrivare gli aiuti per ragioni organizzative e ambientali. Così, conoscendo la lingua e le condizioni climatiche del paese, ho scelto di aiutare il popolo del Tibet là dove altri non possono arrivare. C’è urgente bisogno del nostro intervento in regioni remote e isolate che possono essere raggiunte solo a dorso di cavallo. Anche se si viaggia in jeep, i sentieri sono pericolosi e dissestati perché spesso, a causa della deforestazione, ci sono inondazioni e frane che impediscono il passaggio.

Molti provengono da famiglie nomadi e quindi le nostre scuole devono dare loro una formazione basata anche su conoscenze di agricoltura, allevamento del bestiame, meccanica e attività artigianali. Per noi educazione non significa solo una conoscenza scolastica, ma significa soprattutto aiutare i giovani a sviluppare qualità positive per aiutare gli altri, non solo loro stessi. Il nostro impegno quindi è quello di permettere a un numero sempre maggiore di giovani di completare gli studi fino a diventare artigiani, insegnanti e medici in grado di tornare nelle zone più isolate del vasto altipiano tibetano per portare aiuto al loro villaggio.

Per preservare la cultura tibetana e la lingua del Tibet, che rischiano di andare perdute per sempre, ci occupiamo anche della ristampa di testi rari di medicina e spiritualità. Siamo fortunati perché nel mondo ci sono persone che ci aiutano. Questo significa dare speranza e futuro alle popolazioni che vivono in zone tra le più povere e dimenticate al mondo.

Ho tradotto alcune brevi note di Lea Wyler, co-fondatrice dell’Associazione, scritte dopo aver visitato per circa tre mesi i 125 progetti Rokpa in Tibet… davvero sono parole da cui trarre coraggio e ispirazione per la raccolta fondi di quest’anno! Cari amici, questa è la mia ultima sera a Chendgdu, Cina, dopo aver viaggiato per tre mesi in Nepal e Tibet Questo viaggio con Akong Rinpoche e alcuni tibetani è stato davvero molto utile per me!

Malgrado sia stato l’undicesimo viaggio in Tibet, ancora una volta sono stata rapita dalla bellezza di questa terra, dai paesaggi mozzafiato e dai cieli blu attraversati da nuvole incredibili… Una terra che rimpiango sempre, una volta partita da qui. Durante questi tre mesi, ho visitato tutti i progetti Rokpa in Tibet e il mio cuore e la mia mente ora sono felici. Quando in Europa vado alla ricerca di soldi per sostenere i nostri 125 progetti, mi chiedo a volte ‘che senso ha tutto questo elemosinare, questo lavoro così duro, questa costante preoccupazione per i soldi?”… A volte vorrei lasciare tutto, dedicarmi al giardinaggio o imparare a cucinare…

Ma dopo essere stata qui una volta ancora, so perché vale la pena fare tutto questo! Vedere a cosa è servito e serve il nostro sforzo ci ripaga di tutto! Vedere questi bambini finalmente al sicuro e protetti, vederli sorridere e vivere sotto un tetto, dormire in un letto con le coperte, vedere che hanno cibo, che crescono e che possono studiare… loro che un tempo soffrivano la fame e il freddo nelle tende in cui vivevano.

Durante una parte del viaggio ci hanno accompagnato due bambine, Pema di 5 anni e Yangzom di 11 anni, che vivono nell’Orfanotrofio Rokpa di Yushu, insieme ad altri 198 bambini e ragazzi…….. Anche quest’anno abbiamo visitato il Monastero di Kepcha Gön. Per la prima volta non ci siamo arrivati a cavallo, ma in jeep, grazie alla recente costruzione della strada. Quasi quasi ne ero dispiaciuta perché per me cavalcare su e giù per le montagne, attraversando i fiumi, è un’esperienza esaltante che batte qualsiasi corsa in jeep o… in Ferrari! Le monache sono molto attente e amorevoli, ci hanno ricevuto con gioia e si sono occupate di noi come tante madri. Nel monastero non c’è elettricità né acqua corrente, le monache hanno cantato e pregato per noi durante la notte e al mattino… davvero una bella vita!

Interventi umanitari

L'intervento umanitario mostra come generosità, altruismo e condivisione siano qualità proprie della natura umana, legate ad essa attraverso una relazione intrinseca e profonda. Questo perché tale gesto significa dare una mano a chi ha più bisogno e a coloro che, per via di situazioni familiari complesse o determinati contesti politici e socioculturali, sono costretti a stringere i denti e sopportare il dolore, giorno dopo giono, senza alcuna speranza per il proprio futuro.

Quando tutto sembra perduto, e la disperazione è ormai subentrata a qualsiasi altro sentimento, le associazioni umanitarie si adoperano per ridare speranza, supporto e amore. L'amore verso un proprio simile, la compresione verso un altro individuo con cui la vita non è stata particolarmente clemente e solo ha fatto conoscere i suoi aspetti più grigi e strazianti. La consapevolezza che ci ricorda di come il dolore faccia a gara con il destino, e di come a volte tutto dipenda da quanta fortuna riesci ad avere, dal posto in cui nasci, dall'ambiente in cui capiti, dalla famiglia in cui cresci.

Le occasioni per aiutare e finanziare progetti sparsi in tutto il mondo sono tantissime e dalle finalità completamente differenti. I grandi eventi di beneficenza, dove i partecipanti vengono a volte accompagnati da qualche escort Italia, rappresentano un punto di partenza costruttivo per iniziare a cambiare ciò che non funziona e che solamente continua a diffondere sofferenza e dolore. É proprio da qui che nasce la filantropia, un'attitudine che porta le persone ad empatizzare fortemente con i dispiaceri e le sofferenze altrui, e che invita ad amare l'umanità nel suo complesso, senza far distinzione di genere, religione, razza o orientamento sessuale.

Ciò si traduce nella realizzazione di attività concrete ed opere volte ad arginare, se non eliminare, i grandi problemi che riguardano la popolazione del mondo, sia quando si parla di fenomeni internazionali che nelle sue specificità locali. Per esempio si può dare una mano costruendo pozzi, scuole ed ospedali nei Paesi più poveri del mondo come quelli africani, asiatici e sudamericani, oppure ci si può concentrare su realtà più definite, che magari sono state colpite da calamità naturali (terremoti, uragani, alluvioni o tzunami), le quali, in pochi minuti, hanno completamente stravolto la vita di migliaia e migliaia di persone. In questo senso, offrire aiuto sottoforma di donazioni permette non solo di ottenere il materiale necessario per ricostruire ciò che è stato distrutto, ma contribuisce fortemente al benessere fisico e psicologico di coloro che in brevissimo tempo hanno perso la loro casa, la loro famiglia, la loro dignità.

Infatti, non bisogna dimentaticare che i volontari facenti parte di associazioni e gruppi umanitari impegnati nel sociale e nella salvaguardia dei diritti della persona si occupano di aspetti differenti, che vanno a ricostruire pezzo per pezzo quella felicità negata in modo ingiusto e inaspettato. Tutti possono aiutare nel loro piccolo, agendo sul territorio in cui viviamo o ampliando il proprio orizzonte e il proprio sguardo verso il mondo. Attraverso un aiuto economico o impiegando competenze e lavoro manuale direttamente sul campo. Perché tutti in fondo conoscono il significato della parola sofferenza così come quello di felicità.